Film per attività HR

Ciao a tutti,

tutte le storie sono raccontate per insegnarci qualcosa: abbiamo raccolto e analizzato in questo video i 5 film che un Manager HR deve vedere nel 2022 evidenziando l’insegnamento e la prospettiva HR contenuta in queste storie.

GUARDA IL VIDEO " 5 film che un Manager HR deve vedere [nel 2022]"
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Motivazione, leadership, lavoro di squadra, resilienza, problem solving e molte altre tematiche HR…

Cosa ne pensate della nostra selezione? Utilizzate clip di film nelle vostre attività HR?

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Bellissimi film! :clap:

Io aggiungerei anche The Wolf of Wall Street che mostra come si possono imparare lezioni di vita non solo dalle storie di successo ma anche dai fallimenti.

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Su invito di @Ambra_Danesin riporto due titoli di film che ho citato sul post linkedin:

-uno dei discorsi motivazionali più incisivi (per me): quello di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”

-Forrest Gump, nella scena in cui egli bambino si “libera dalle catene (metaforico) e da lacci e lacciuoli” che ingabbiavano la sua giovane vita.

Un piccolo appunto sulla descrizione del primo film (ma più in generale):
gli HR in special modo non dovrebbero usare il termine “dipendenti”.
Inoltre spero che “alla ricerca della felicità” rimanga solo il titolo del film e non si proponga la felicità in azienda (lo trovo ridondante)

Grazie per aver accettato la mia iscrizione

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Grazie mille per la risposta Gianfranco! :slight_smile: Personalmente non ci vedo nulla di male nel termine “dipendenti” (c’è pure una diatriba su quale sia più o meno offensivo tra quello e “collaboratori”…) anche se evito di utilizzarlo perché preferisco di gran lunga “le proprie Persone” - ma è prettamente una scelta stilistica.
Per il resto, soprattutto quando si tratta a livello più formale, sconsiglio l’utilizzo di altri vocaboli per una motivazione molto semplice: ci vuole pochissimo per abbassare di livello qualcuno o non contrattualizzarlo a dovere. Basta un “beh, io non ho mai detto che tu fossi dipendente dell’azienda” e via, il danno è fatto (comunque risolvibilissimo, soprattutto in sede sindacale).
Piace anche a me l’idea del “siamo tutti pari”, e lo siamo ovviamente, ma quando si ricoprono ruoli di responsabilità e in situazioni che offrono il fianco a facili raggiri, non si deve rischiare di gettare alle ortiche il profilo di qualcuno per sentirsi più politically correct.

Sono stanchissima, spero di essermi spiegata decentemente ahahah

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La ricerca della felicità viene citato come una motivazione a perseverare anche nelle situazioni più difficili, imparare a non arrendersi mai e affrontare a testa alta tutte le sfide che la vita ci propone… non parla di felicità sul posto di lavoro! :sweat_smile:

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Ciao Ambra, voglio chiarire che non disdegno il termine dipendenti, ma lo associo(da sempre) a un aspetto prettamente amministrativo: si è dipendenti dell’Azienda, ed è normale; ma il superiore diretto, di qualsiasi funzione, ha a che fare con Persone che, chi più chi meno, collaborano con lui/lei.
E siamo tutti pari sotto il profilo dignitoso, ma non sul ruolo e sul peso della responsabilità; anzi il distinguo è etico.
Grazie e spero di aver chiarito meglio

Simonetta, grazie per aver specificato; la mia è solo una fissazione personale: nell’ambito lavorativo(e non solo) "la continua ricerca di felicità è una delle cause di infelicità":sweat_smile:

Sono stato, per fortuna, sempre soddisfatto e innamorato dei lavori che ho fatto, e mi divertivo anche, ma Felice lo sarò, forse, quando ci sarà la pace nel mondo😉

Un cordiale saluto

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